“Caelus hic, in quo duodecim dii habitant”: il cielo dei Romani.

atlante-farnese

ASTROLOGIA IN PETRONIO

Il nesso tra i segni zodiacali e i temperamenti individuali è questione che si perde nelle nebbie del più remoto passato.
C. G. Jung, Tipologia psicologica, 1929

“Durante la Cena viene portato a Trimalchione un vassoio che stupisce i commensali per la sua grandezza e per la singolarità delle pietanze. Nel piatto sono rappresentati i segni dello zodiaco in modo circolare e sopra ognisegno è posto un cibo che in qualche modo è legato a tali costellazioni.
Trimalchione spiega la nuova portata con il fatto che anche un banchetto deve offrire spunti di conversazione colta per cui inizia la trattazione astrologica secondo cui ad ogni costellazione dello zodiaco corrisponde un tipo ed un temperamento umano.
Chiaramente tutta la trattazione viene deformata dal padrone di casa in un’epoca in cui l’astrologia era considerata una vera e propria religione in una sorta di rapporto tra l’uomo e il suo destino. Nel 52 d. C. venne approvato un decreto senatoriale con il quale si bandivano gli astrologi dall’ Italia; non era questa una novità: già infatti nel 139 a. C., gli astrologi erano stati espulsi da Roma con decreto del pretore Cornelio Ispullo, ma l’effetto non era stato ottenuto se Agrippa dovette in seguito adottare un provvedimento analogo. Gli atteggiamenti di repressione non fecero che aumentare l’interesse della popolazione per tale disciplina e spesso gli astrologi furono considerati dei veri e propri martiri; d’altra parte anche gli imperatori vi ricorrevano sovente. Il terreno di diffusione dell’astrologia fu l’ambiente stoico che subì l’influsso dell’arte dei Caldei secondo cui ogni evento si compie in base ad una necessità.

Petronio, Satyricon, 35
Laudationem ferculum est insecutum plane non pro expectatione magnum, novitas tamen omnium convertit oculos. Rotundum enim repositorium duodecim habebat signa in orbe disposita, super quae proprium convenientemque materiae structor imposuerat cibum: super arietem cicer arietinum, super taurum bubulae frustum, super geminos testiculos ac rienes, super cancrum coronam, super leonem ficum Africanam, super virginem steriliculam, super libram stateram in cuius altera parte scriblita erat, in altera placenta, super scorpionem pisciculum marinum, super sagittarium oclopetam, super capricornum locustam marinam, super aquarium anserem, super pisces duos mullos. In medio autem caespes cum herbis excisusfavum sustinebat.…
Ai nostri elogi tenne dietro una portata non così grande come ci aspettavamo, ma la cui novità richiamò gli sguardi di tutti. Un vassoio rotondo recava in giro i dodici segni dello Zodiaco, su ciascuno dei quali lo scalco aveva disposto una vivanda conveniente al soggetto: sull’Ariete ceci arietini, sul Toro un tocco di bue, sui Gemelli rognoni e un paio di testicoli, sul Cancro una corona, sul Leone fichi d’ Africa, sulla Vergine una vulva di troia sterile, sulla Libbra una stadera con un pasticcio da una parte e una schiacciata dall’altra, sullo Scorpione un pesciolino di mare, sul Sagittario un gallo selvatico, sul Capricorno un’aragosta, sull’Acquario un’oca, sui pesci un paio di triglie. Nel centro poi, una zolla di terra con tutte le erbe recava un favo di miele.

Calendario a cippo con raffigurazione dei segni zodiacali (Roma, Museo della Civiltà Romana)

Quindi ad ogni segno corrispondeva una pietanza:
ARIETEM cicer arietinum
TAURUM bubulae frustum
GEMINOS testiculos ac rienes80
CANCRUM coronam
LEONEM ficum africanam
VIRGINEM steriliculam (forse diminutivo di histera)
LIBRAM stateram ,scriblita placenta (tipo di focaccia fatta con il formaggio e senza il miele)
SCORPIONEM pisciculum marinum
SAGITTARIUM oclopetam ( un animale dall’occhio fisso, che guarda da una parte e dall’altra)
CAPRICORNUM locustam marinam
AQUARIUM anserem
PISCES duos mullos

Petronio, Satyricon, 39
… Caelus hic, in quo duodecim dii habitant, in totidem se figuras convertit, et modo fit aries. Itaque quisquis nascitur illo signo, multa pecora habet, multum lanae, caput praeterea durum, frontem expudoratam, cornum acutum. Plurimi hoc signo scolastici nascuntur et arietilli.” Laudamus urbanitatem mathematici; itaque adiecit: “Deinde totus caelus taurulus fit. Itaque tunc calcitrosi nascuntur et bubulci et qui se ipsi pascunt. In geminis autem nascuntur bigae et boves et colei et qui utrosque parieteslinunt. In cancro ego natussum: ideo multis pedibussto, et in mari et in terra multa possideo; nam cancer et hoc et illoc quadrat. Et ideo iam dudum nihil super illum posui, ne genesim meam premerem. In leone cataphagae nascuntur et imperiosi. In virgine mulieres et fugitivi et compediti; in libra laniones et unguentarii et quicunque aliquid expediunt; in scorpione venenarii et percussores; in sagittario strabones, qui holera spectant, lardum tollunt; in capricorno aerumnosi, quibus prae mala sua cornua nascuntur; in aquario copones et cucurbitae; in piscibus obsonatores etrhetores. Sic orbis vertiturtanquam mola, etsemper aliquid mali facit, ut homines aut nascantur aut pereant.”
…Questo cielo, dove stanno i dodici dei, si converte in altrettanti simboli e prima diventa Ariete. Chi nasce sotto quel segno ha molto bestiame e molta lana, ha la testa dura, faccia tosta e nervo aguzzo. Nascono sotto questo segno molti letterati e testoni. Lodammo l’arguzia dell’astrologo che seguitò: poi tutto il cielo diventa Toro. Allora tocca ai musoni, agli zotici e a quelli che si rodono dentro. In Gemelli nascono le coppie di cavalli, i buoi i testicoli e quelli che tengono i piedi in due staffe. Sotto il segno del Cancro nacqui io. Perciò distendo assai le branche e possiedo molto in terra ed in mare, infatti il Cancro è anfibio. Nulla vi ho posto sopra per non schiacciare il mio oroscopo. In Leone nascono gli scialacquatori e i violenti; in Vergine i bellimbusti, i vigliacchi e quelli destinati ai ceppi; in Libbra i macellai, i profumieri e quelli che sanno sbrogliarsela; nello Scorpione gli avvelenatori e gli omicidi; nel Sagittario i guerci, che guardano il cavolo e rubano il lardo; nel Capricorno i disgraziati a cui crescono in fronte le corna torte; in Acquario gli osti e i citrulli; nei Pesci i cuochi e i retori. Il mondo gira come una mola e ci fa sempre qualcosa di male, sia che si nasca o che si muoia…

32-01-02/24

Si è detto che l’astrologia era molto praticata dal popolo e dagli imperatori; l’opera più nota su tale argomento era quella di Manilio vissuto alla fine del I secolo a. C., che aveva dedicato gli Astronomica ad Augusto e che considerava tale scienza alla stregua di una religione.

Manilio, Astronomica, II, 432 – 451
His animadversis rebus quae proxima cura?
Noscere tutelas adiectaque numina signis
et quae cuique deo rerum natura dicavit,
cum divina dedit magnis virtutibus ora,
condidit et variassacro sub nomine vires,
pondus utirebus persona imponere posset.
Lanigerum Pallas, Taurum Cytherea tuetur,
formosos Phoebus Geminos; Cyllenie, Cancrum,
Iuppiter, et cum matre deum regisipse Leonem;
spicifera est Virgo Cererisfabricataque Libra
Vulcani; pugnax Mavorti Scorpios haeret;
venantem Diana virum,sed partis equinae,
atque angusta fovet Capricornisidera Vesta;
e Iovis adverso Iunonis Aquarius astrum est
agnoscitque suos Neptunusin aethere Pisces.
Hinc quoque magna tibi venient momenta futuri,
cum ratio tua perstellas etsidera curret
argumenta petens omni de parte viasque
artis, ut ingenio divina potentia surgat.

Presa coscienza di questi punti, quale sarà il prossimo impegno? Conoscere la protezione degli astri e le potenze divine che sovrintendono ai segni e quale natura ciascun dio ha attribuito ai segni, quando le divine sembianze ha posto in base alle grandi virtù e ha posto varie forze sotto un sacro nome, perché potesse imporre una fisionomia a queste energie. La bestia lanuta protegge Pallade, il Toro Citera, i bei Gemelli Febo, tu, o Cileno, governi il Cancro, tu, o Giove, insieme con la madre degli dei, il Leone; la Vergine ha la spiga, insegna di Cerere e la Bilancia è fabbrica di Vulcano; da Marte dipende il bellicoso Scorpione; l’uomo che caccia, ma con una parte equina, l’assiste Diana e così pure Vesta protegge le anguste stelle del Capricorno; avverso a Giove, l’Acquario è la costellazione di Giunone e Nettuno riconosce per suoi i Pesci nel mare. Di qui ti deriveranno importanti spunti di previsione, quando i tuoi calcoli si indagheranno astri e costellazioni alla ricerca di indizi da ogni parte e del giusto cammino delle arti, perché cresca nel tuo spirito la potenza del dio…

Lastra con i segni dello zodiaco e dei pianeti, calco in gesso (Roma, Museo della Civiltà Romana)

Altra opera che tratta l’astrologia e nella quale possiamo rintracciare i segni zodiacali in relazione alle caratteristiche degli uomini, è l’opera di Firmico Materno. Lo scrittore latino cristiano, vissuto nel IV secolo d. C., è autore di un ampio trattato di astrologia, Matheseos libri VIII in cui fa un’apologia dell’ astrologo, come uomo, tra l’altro, di elevata integrità morale.

Nello schema seguente si mettono in relazione i tre testi: quello di Petronio, quello di Manilio ad esso precedente e quello di Firmico Materno. Nell’analisi comparativa emergono analogie e approfondimenti utili alla comprensione del testo di Petronio (con M. si indica Manilio, con F. M. Firmico Materno).
ARIES (Pallade)
multa pecora habet (lanigeri gregis est aries M.)
multum lanae (ariesin vellera lanis M.)
caput durum (secondo la melothesia, scienza che trova corrispondenze tra malattie e parti del corpo, l’ariete è collocato nella testa, la patologia legata a questo segno è il mal di testa)
frontem expudoratam (tantum audere iuvat M.- obstinata fronte F.M.)
cornum acutum
Scholastici (i maestri di retorica, il segno infatti è sotto il controllo di Pallade)
et arietilli (gli alunni? i “capoccioni”?)
TAURUS (Venere)
calcitrosi (scontrosi oppure che si muovono in senso inverso)
bubulci (erunt agricolae et aratores F.M.)
quise ipsi pascunt (non agunt vitam parasiticam M.)
GEMINI (Apollo)
bigae, boves, colei (coppie di cavalli e buoi, vincolo di amore come iugum)
et qui utrosque parieteslinunt (si arrangiano come possono)
CANCER (Mercurio)
sotto questo segno è nato Trimalchione
multis pedibussto (si allude alle molte zampe e all’arte di arrangiarsi)
in mari et in terra multa possideo (artem lucrorum, vendere, navigat, ingenium sollers M.)
hoc et illoc quadrat (il granchio ha una doppia vita, anche Trimalchione è nato in una condizione poi si è adattato in un’altra)
LEO (Giove e Cibele)
cataphagae (ghiottoni e scialacquatori)
et imperiosi (sotto questo segno nascono i dominatori e ire)
VIRGO (Cerere)
mulieres (molles viri, muliebrium artium studiis dediti F.M.)
et fugitivi (schiavi fuggitivi) et compediti (la vergine è rappresentata con i piedi legati,si allude al termine “nodi” con cui si chiamavano gli equinozi e i solstizi)
LIBRA (Vulcano)
sotto questo segno avviene la fondazione di Roma
laniones (macellai – habebunt actus de mensuriis et ponderibus F.M.)
unguentarii (profumieri) et quicumque aliquid expediunt (quelli che se la sanno sbrogliare)
SCORPIO (Marte)
nihil fere bonum est in eo signo et magis valet ad faciendum malum quam bonum
venenarii (pugnax Mavortiscorpios haeret M.) et pecussores(ad neces hominum venena vendentes F. M.)
SAGITTARIUS (Diana)83
strabones (vitium habebunt in oculo F.M.) et qui holera spectant lardum tollunt (eritfur, periurus, malivolus, malignus F.M.)
CAPRICORNUS (angusta fovet capricorni siderea Vesta M.)
aerumnosi (dediti ai lavori pesanti e perciò disgraziati)
quibus prae mala sua cornua nascuntur (erunt etiam maximis in felicitatibus demersi F.M.)
AQUARIUS (Giunone)
copones (osti, e tutti i lavori legati all’acqua) et cucurbitae (zucca o uomo inetto o ubriaconi, pieno di acqua e di vino)
PISCES (Nettuno)
obsonatores (chi prepara cibi elaborati, piscator freneticus) et rhetores (erit orator, advocatus, affluentia docti sermonis ornatus F.M.); il binomio poggia sul concetto dell’irretire e dell’adescare in senso concreto e metaforico

L’immagine dell’uomo “zodiacale” si basa sulla medicina astrologica o melothesia, codificata da Manilio; secondo costui ad ogni parte del corpo era assegnato un determinato segno dello zodiaco. La salute dipendeva dall’influsso degli astri e le malattie erano curate attraverso la consultazione delle stelle e delle influenze di quest’ultime.

Fanes, rilievo d’epoca romana, Galleria Estense, Modena

 Apre la rassegna l’ariete nello splendore del suo vello d’oro 
che guarda all’indietro con meraviglia il sorgere contrario del Toro,
il quale invita i Gemelli dal viso e dalla fronte abbassati,
al cui seguito è il Cancro, e del Cancro il Leone, e del Leone la Vergine.
Quindi la Bilancia , pareggiata la luce diurna al tempo della notte,
attrae lo Scorpione che rifulge con ardenti astri,
alla cui coda punta con l’arco teso l’essere
che è misto al cavallo e già sul punto di scoccare l’alata saetta.
Poi viene il Capricorno, ripiegato nella sua contratta costellazione.
Dopo di lui, con l’urna inclinata l’Acquario ne irrora
i Pesci, che avidamente si fanno sotto ai familiari flutti:
con essi, che concludono da ultimo i segni, sta a contatto l’Ariete.

Manilio, Astronomica [Il poema degli astri], I, vv. 263-274

Il cielo e i suoi miti: approfondimento a cura dell’università della Calabria.

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