Il pensiero filosofico

Cicerone, Miscellanea filosofica. Francia (Corbie), sec. IX seconda metà

Cicerone, Miscellanea filosofica. Francia (Corbie), sec. IX seconda metà

Nam cum otio langueremus et is esset rei publicae status ut eam unius consilio atque cura gubernari necesse esset, primum ipsius rei publicae causa philosophiam nostris hominibus explicandam putavi, magni existimans interesse ad decus et ad laudem civitatis res tam gravis tamque praeclaras Latinis etiam litteris contineri. Eoque me minus instituti mei paenitet, quod facile sentio quam multorum non modo discendi sed etiam scribendi studia commoverim. Complures enim Graecis institutionibus eruditi ea quae didicerant cum civibus suis communicare non poterant, quod illa quae a Graecis accepissent Latine dici posse diffi derent; quo in genere tantum profecisse videmur, ut a Graecis ne verborum quidem copia vinceremur. Hortata etiam est ut me ad haec conferrem animi aegritudo fortunae magna et gravi commota iniuria; cuius si maiorem aliquam levationem reperire potuissem, non ad hanc potissimum confugissem.

Cicerone, De nat. deor. 1, 7-8

«Poiché stavo attraversando un periodo di forzata inattività politica e le condizioni dello stato erano tali da rendere inevitabile che esso fosse guidato dalla mente direttiva di un solo individuo, ritenni, anzitutto per il bene stesso dello Stato, di dovere illustrare la filosofia ai miei concittadini, convinto del fatto che molto onore e lustro avrebbe recato alla comunità se questioni tanto serie e rilevanti fossero entrate a far parte della letteratura latina. Tanto meno mi pento della mia decisione in quanto ben mi accorgo delle tante persone nelle quali ho suscitato il desiderio non solo di conoscere ma anche di scrivere.  Parecchi, infatti, benché intrisi di cultura greca, non erano in grado di  condividere il frutto del proprio studio con i propri concittadini, poiché avevano scarsa fiducia nella possibilità di esprimere in lingua latina i concetti appresi dai Greci: sotto questo aspetto ci sembra di avere fatto progressi tali da non lasciarci superare dai Greci nemmeno quanto a ricchezza lessicale. A indurmi a questa attività fu altresì la sofferenza interiore provocatami da una grave disgrazia; se avessi potuto trovarvi un sollievo più efficace, di certo non mi sarei risolto a questo.

Commento Zanichelli

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