La religione dei Romani

Rilievo dal monumento onorario di Marco Aurelio: sacrificio a Giove Capitolino, 176-180 d.C., Roma, Musei Capitolini. Provenienza:  chiesa dei SS. Luca e Martina, Roma

Il lessico: i luoghi del culto (aedes, templum, sacellum, delubrum, fanum)

Templum,-i, n.,“tempio”: è formato dalla radice *tem- che si ritrova anche nel verbo greco tèmno (taglio,divido). Templum era infatti originariamente lo spazio “ritagliato, delimitato” dall’àugure con il lìtuo (un bastone ricurvo); dall’interno di quel “circolo sacro” gli auguri osservavano il volo degli uccelli o la posizione degli astri o i tuoni e i lampi, e interpretavano la volontà degli dèi. Successivamente la parola passò a indicare il luogo delimitato e consacrato su cui costruire un tempio e, infine, l’edificio stesso.

Delubrum,-i, n., si connette etimologicamente con deluo (lavo) e indica i luoghi presso i templi in cui vi era una fonte che veniva utilizzata per le pratiche di purificazione connessa ai riti e ai sacrifici (fonte lustrale); poi per sineddoche passò a indicare il “tempio” più in generale, anche se inteso preferibilmente come luogo di espiazioni e purificazioni.
Fanum,-i, n., vale “tempio”, “luogo consacrato”, e più specificamente “santuario” dedicato a una divinità: etimologicamente il nome si riconnetterebbe a fas, “diritto sacro”. Interessanti gli esiti italiani, come “fanatico”(ispirato da una divinità,invasato), “profano”(da pro fano, “davanti al tempio”,ossia chi deve star fuori in quanto non iniziato, perciò indegno di accedervi), “profanare”, “profanazione”.
Sacellum,-i, n.(diminutivo disacrum),designa una cappella o un “tempietto”,quindi un piccolo santuario o un semplice recinto consacrato con un altare.

Aedes: Nome di etimologia incerta (per lo più riconnesso con αίθω “ardo”), equivalente a domus “casa”. Da questo primo significato derivano gli altri due di “sepolcro” e “tempio”, perché il sepolcro era considerato come l’abitazione del defunto e il tempio come l’abitazione delle divinità. […] Aedes nel significato di tempio è di uso frequentissimo negli scrittori, e doveva esser di uso comune nella lingua viva; ma in realtà aedes e templum sono cose essenzialmente diverse, e i due vocaboli nel linguaggio ufficiale e nel linguaggio tecnico sono adoperati ciascuno secondo il suo preciso valore.
Il templum è tale in virtù della inauguratio compiuta dall’augure. La aedes invece non è inaugurata; è consacrata dal pontefice e dedicata dal magistrato; per i quali due atti diviene proprietà della divinità cui essa è dedicata. Quindi può essere templum anche un sito o un edificio di uso civile (p. es., il Comizio, la Curia); la aedes è sempre un edificio di culto. Quando un edificio è inaugurato, consacrato e dedicato, acquista il doppio carattere di templum e di aedes; è adibito al culto, ma può essere adibito anche a funzioni civili (p. es., riunioni del Senato).
Il diminutivo aedicula corrisponde a “cappella”. La aedicula può essere isolata (p. es., ai crocicchi delle vie) o pertinente al tempio (nell’area sacra del tempio). Per analogia aedicula è anche la nicchia (nell’interno del tempio, della casa, del sepolcro, ecc.) che contiene il simulacro della divinità.
FONTI: A. Diotti; Treccani; E. De Ruggiero, Diz. epigr. di antichità rom., I, Roma 1886

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